Formazione personale ZTD: habits 1, prima abitudine, Collect, la raccolta


Il vademecum del single per vivere bene

Organizza la tua vita Parte 5°

La stesura dello ZTD , lo Zen To Done , è stato condizionata, oltre che da Allen e Stephen Covey, dagli scritti Elaine St. James.

Leo punta alla semplicità e vorrebbe portarci a:

  • spendere meno,
  • lavorare di meno,
  • assumere un minor numero di impegni,
il tutto, a mio avviso, per ridurre il carico e, di conseguenza, lo stress, essendo ugualmente, se non maggiormente, produttivi.

La funzionalità del ZTD, è il suo conseguente successo, è data dall’approccio utilizzato da Babauta: cambiare le proprie abitudini per cambiare vita.

Il primo habits: Collect

La prima abitudine è la raccolta. Anche se facciamo altro il nostro cervello è sempre in azione.

Quante volte, per un solo istante, mentre eri ad esempio al bar con un collega, hai pensato a qualcosa, e poi te ne sei dimenticato? E quante volte ci è capitato di ricordarcene quando era tardi?.

Ok tutto è riparabile, un detto popolare ci suggerisce che solo alla morte non c’è rimedio, ma, come spesso succede, per rimediare a questi piccoli grandi inconvenienti, quanto tempo e quanta energia in più spendiamo?

Il GTD ci da una dritta per l’ottimizzazione della nostra efficienza, e Leo la riprende integralmente nel suo ZTD porta sempre con te sempre qualcosa su cui prendere appunti ed aumenta la tua produttività drasticamente.

Perchè? Così non ti dimenticherai più di nulla: appuntati compiti, idee, progetti, numeri di telefono o qualsiasi altra cosa che viene in mente.

Non credo ci sia molto da obbiettare sulla validità di questa abitudine. Casomai ci sarebbe da dibattere sulla scelta del metodo per farlo: analogico o digitale?

Carta e penna o I-Phone, I-Pad, agenda elettronica?

Secondo Leo è da scegliere, ovviamente, quello che ci fa più comodo. Se il digitale per noi va bene preferirlo all’analogico. Babauta, dal suo canto, preferisce l’analogico, carta e penna, o meglio, lui preferisce un Moleskine, probabilmente per il “misticismo” di questo antico tacquino… ecco una curiosità:

Una tradizione raccolta dallo scrittore viaggiatore Bruce Chatwin che comprava i moleskine in una cartoleria parigina di rue de l’Ancienne Comédie. Ne faceva sempre una scorta prima di partire per uno dei suoi viaggi. Aveva un suo rituale messo a punto negli anni: prima di usarli ne numerava le pagine, scriveva all’interno il suo nome e almeno due indirizzi nel mondo, con la promessa di una ricompensa per chi lo restituisse in caso di smarrimento.

Suggerì questo sistema anche all’amico Luis Sepúlveda quando gli regalò, per il viaggio in Patagonia che avrebbero dovuto fare insieme, un prezioso moleskine. Prezioso perché ormai non se ne trovavano più.

Nell’86 era venuto meno anche l’ultimo produttore, una piccola azienda familiare di Tours.

‘Le vrai moleskine n’est plus’

questo il lapidario annuncio della proprietaria della cartoleria a Chatwin che ne aveva ordinati cento prima di partire per l’Australia. Chatwin comprò tutti i moleskine che riuscì a trovare, ma non furono abbastanza.

[Fonte http://www.unilibro.it/]

Su un taquino, e quindi con qualsiasi stumento analogico, possiamo:

  • Creare
  • Disegnare
  • Esplorare
  • Organizzare
  • Dipingere
  • Ricordare
  • Condividere
  • Viaggiare
  • Scrivere

ugualemente, come suggertito dal sito ufficale http://www.moleskine.com/it/. [dal quale è stata tratta l'immagine di apertura tutti i diritti riservati]

Senza mai procrastinare, una volta a casa o in ufficio, quotidianamente, riscrivere le note in semplici Liste. Prossimamente vedremo come redigerle e come elaborare i dati raccolti.

Dal sito di Leo Babauta troviamo molti consigli utili per utilizzare al meglio le nostre giornate e diventare efficienti. Affianco ad ogni habit saranno dispensati dei suggerimenti pratici estrapolati da http://www.zenhabit.net .

Un buona “tecnica”, per tenerli sempre presenti, è scriverli su un post-it e appiccicarli a fianco dello schermo del proprio pc. Il tempo utile per instaurare ogni singolo habits dovrebbe essere di 30 giorni, come detto. Dedica questo tempo a mettere in pratica anche questi consigli, cercando di farlo nello stesso tempo. Ad habit diverso consiglio diverso.

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10 thoughts on “Formazione personale ZTD: habits 1, prima abitudine, Collect, la raccolta

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  8. [...] questa: cercare la soluzione più semplice ed evitare la perfezione. Concetto già noto con lo ZTD , del quale ho voluto tralasciare, per il momento,  l’habits (abitudine) numero nove e [...]

  9. [...] Formazione personale ZTD: habits 1, prima abitudine, Collect, la raccolta [...]

  10. [...] Box WordPress Plugin [Translate] Con lo ZTD, lo Zen To Done di Leo Babauta, hai imparato a raccogliere, processare, pianificare e costruire le tue azioni giorno per giorno allo scopo [...]

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