Zen To Done, formazione delle abitudini: Pagan, Agostini, Pavlina, Covey




Il vademecum del single per vivere bene

 

1.Rispettati
2.Rispetta l’ambiente dove vivi
3.Sfrutta i vantaggi della tua situazione
4.Single non vuol dire essere soli
5.Organizza la tua giornata
6.1 Organizza la tua vita Parte prima
6.2 Organizza la tua viata Parte seconda
7.Non farti imprigionare dalla routine
8.Abbi autocontrollo.
9.Non dimenticare gli affetti.
10.La vita non è un dovere ma un piacere… sii flessibile

 

Organizza la tua vita Parte 3

 

Il Zen To Done di Leo Babauta è un metodo per aumentare la propria produttività. Per una buona organizzazione delle propria vita risulta fondamentale essere maggiormente produttivi ed efficienti, al fine da avere più tempo da auto dedicarsi per perseguire i propri fini.

Il metodo ZTD si fonda su 10 habits, 10 abitudini da conquistare nel tempo, progressivamente ed in modo costante. Lascia perdere il metodo che stai leggendo “Come cambiare la tua vita in 10 minuti!” o roba simile… ti consiglio di buttarlo nel cestino e di farlo immediatamente: è spazzatura e li deve stare!

Perché?

La vita di ogni individuo, indipendentemente dalla sua età, ceto sociale e trascorsi di vita da intendersi come esperienza, è fatta di abitudini: tendenza alla ripetizione delle stesse azioni in modo costante ed è da li che si deve partire. Alzarsi ad un’ora, pranzare ad un’altra, lavorare in un certo modo ma anche condurre uno stile di vita sano o non farlo affatto… tutto quello che ti circonda è abitudine.

Stephen Covey, con i suoi studi, è stato uno dei tanti a parlarcene, mettendo in risalto nel suo Best-Seller “Le 7 abitudini della gente altamente efficaci”, come, cambiando abitudini si può diventare migliori.

Il metodo ZTD è una fusione dei migliori metodi di Time Management senza rinunciare a concetti di praticità e semplicità per trasformare se stessi.

Nick Pagan (http://www.nickpagan.com/blog/116/creating-new-habits/) , ci spiega un concetto spesso sottovalutato: la zona confort. Nella nostra vita, tutti noi, indistintamente, ci creiamo la nostra nicchia. Si lotta ogni giorno per costruire una nostra “zona” nella quale stiamo bene e, una volta ottenuta, si lotta allo stesso modo per restarci temendo di perderla.

Cambiare le nostre abitudini significa uscire da questa zona, ed ecco spiegate, almeno in parte, le nostre paure e resistenze ad assumere comportamenti “anormali” (per noi non ripetitivi ed stranei alla nostra persona fino a quel momento), anche sapendo che si trarranno da essi benefici.

Diego Agostini ci spiega che la motivazione è frutto di “un’espressione matematica”, essendo concepita come Azione * l’Importanza che diamo all’azione stessa.

Nick Pagan usa un esempio per dirci come uscire dalla zona di confort al quale si associa benissimo la spiegazione di Agostini: un razzo sparato nello spazio. La forza di volontà è la scintilla che accende il propulsore ma, se ad essa non fanno seguito concrete azioni, la quantità di carburante, se le azioni non sono accompagnate dal giusto valore, se noi stessi non crediamo in quello che stiamo facendo, la qualità del carburante, e se il tutto non è motivato, il carburante stesso, il razzo non potrà mai vincere la forza di gravità, decollare ed andare in orbita.

L’esempio di Pagan va ancora oltre: la forza del razzo per elevarsi da terra e superare l’atmosfera terrestre è maggiore di quanto è impiegata per far navigare il razzo nello spazio, allo stesso modo, appena decidiamo di instaurare nuove abitudini dobbiamo sapere che, la resistenza che incontreremo, nostra o dell’ambiente che ci circonda, sarà maggiore e quindi le azioni richiederanno più sforzo.

Una considerazione deve essere necessariamente fatta sulla scelta del tempo necessario secondo Babauta per instaurare progressivamente le abitudini del ZTD: 30 giorni….

Perché proprio 30 giorni?

Esiste un programma, chiamato appunto “Il programma dei 30 giorni”, raccomandato da molti studiosi, tra cui Steve Pavlina che indica proprio in 30 il tempo necessario per conquistare nuove abitudini.

In che consiste? Come aiutarti ad instaurare le nuove abitudini e quindi arrivare preparato all’incontro con lo ZTD? Come metterli in pratica? Seguici e lo saprai

In tanto ti do una notizia…. Christopher Koch in un articolo “Comprendere La Scienza Del Cambiamento” scrive:

 

Il cambiamento accende una parte del cervello, la corteccia prefrontale, chè è un po’ come la memoria RAM di un PC… Come la memoria RAM, la capacità della corteccia prefrontale è predefinita, limitata – riesce a gestire senza difficoltà una manciata di concetti per poi trovare delle barriere o limiti. E nel momento in cui i concetti si scontrano con questi limiti si vengono a generare delle sensazioni di disagio palpabili, che causano affaticamento o addirittura rabbia. Questo accade perché la corteccia prefrontale è strettamente collegata al primitivo centro delle emozioni del cervello, l’amygdala, il quale controlla le nostre lotte o successi. (Fonte GoodLifeZen.com)…

 

Il nostro cervello va sulla difensiva quando qualcuno ci da un buon consiglio e non è predisposto per il cambiamento. Instaurare nuove abitud

ini significa cambiare. Per abbandonare la propria zona di confort si deve essere coscienti di lasciarla per qualcosa di più grande e per farlo dovrai vincere la battaglia più grande:
quella con te stesso!

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