Time management: Perché Il Zen To Done è migliore rispetto al Getting Things Done

gtd vs ztd

Il vademecum del single per vivere bene

1.Rispettati.
2.Rispetta l’ambiente dove vivi.
3.Sfrutta i vantaggi della tua situazione
4.Single non vuol dire essere soli
5.Organizza la tua giornata
6.Organizza la tua vita Parte prima
7.Non farti imprigionare dalla routine
8.Abbi autocontrollo.
9.Non dimenticare gli affetti.
10.La vita non è un dovere ma un piacere… sii flessibile

6.Organizza la tua vita Parte 2

Il Time management risulta, per ogn uno di noi, fondamentale per gestire la nostra vita. Risparmiare del tempo nella nostra quotidianità per avere più tempo da dedicare alle nostre passioni è fondamentale per il nostro equilibrio.

C’è da chiedersi quali strumenti adottare? Come arrivare a questa conquista?

Negli ultimi anni, abbiamo preso sempre maggiore coscienza dell’importanza del fattore tempo con veri e propri studi in merito. Autori accreditati come Steven Covey con “I Sette Pilastri di persone altamente efficace” e Tim Ferriss con “Le quattro ore Orario di lavoro” hanno contribuito con il loro lavoro ad approfondire la tematica del rapporto tempo/efficienza.

A mio parere, però, la vera grande rivoluzione fu introdotta da Robert Allen con il metodo Getting Things Done, del quale abbiamo dato una sua sintesi.

Il Zen To Done è la naturale evoluzione introdotta da Leo Babauta del Getting Things Done di Allen ed è stato molto apprezzato, non solo dagli addetti ai lavori ma anche da noi “comuni mortali”, per la sua efficienza e praticità

Cos’è?
E’ lo stesso Leo che risponde:

Zen a Done (ZTD) è semplicemente un modo che ho sviluppato per affrontare le carenze del GTD, che è grande, ma non è perfetto. Ho analizzato i motivi per i quali molte persone hanno difficoltà con il GTD, e ho aggiunto i concetti da altri sistemi, come Stephen Covey, per porvi rimedio.

Ma quali innovazione ha portato il metodo di Leo rispetto al metodo rivoluzionario introdotto da Allen? Quali sono i miglioramenti rispetto al GTD e perché se n’è tanto parlato?

In un’intervista concessa al sito http://gtd.marvelz.com/blog/2007/06/06/10-questions-for-leo-babauta-of-zenhabitsnet/, è lo stesso Babauta a parlarcene… ecco cosa risponde:

What is the biggest drawback and the biggest advantage of GTD for you, and why?

I think the biggest drawback of GTD is that it attempts to do everything. All tasks and ideas are added to your lists, which just grow really long. Then you have to decide what to do on your lists, and try and knock off as many tasks as possible. This means that you’re trying to do everything, without real focus on what’s important. I therefore try to focus on only those tasks that will really benefit me in the long-term — specifically those that advance my current goal.

The thing I love most about GTD is keeping your desk and inboxes clear. This was a revelation for me. It’s been one of the best changes I’ve ever made in terms of organization.

The hardest thing about implementing GTD, for me, has always been the weekly review. All GTDers know this. It’s very important, obviously, but things always seem to come up that push it back, and then you fall out of the habit of doing it. I’ve gone through months where I was doing it every week, and it really helps. Currently, with my simplified setup that I mentioned above, I don’t really need to do much of a review, so I just try to keep my system current and every now and then check my goals to make sure I’m still headed in the right direction.

Alla domanda cruciale dell’intervistatore

Qual è il più grande svantaggio ed il più grande vantaggio di GTD per te e perché?

Leo, dopo aver ammesso nella prima parte dell’intervista di essere stato lui stesso un fruitore del metodo GTD per circa due anni, ci spiega le pecche di questo metodo.

Secondo lui il Getting Thing Done, affianca ai naturali vantaggi teorici di un metodo rivoluzionario, elogiato dallo stesso Babauta, svantaggi pratici attuativi. Le liste introdotte da Allen comportano, secondo Leo, lo svantaggio di sovraccaricare il lavoro con azioni pressoché interminabili (diverse liste molto lunghe uguale diverse azioni) ed hanno, come logica conseguenza, l’impossibilità di terminare i compiti della stessa lista (almeno è quello che leggo io tra le righe) essendo queste in perenne evoluzione e non avendo una gerarchia …. in breve si sa quando si parte ma non si sa quando si finisce essendo il GTD più rivolto alla NEXT ACTION che all’obbiettivo finale.

Inoltre, proprio le liste, causano l’impossibilità da parte del fruitore di distinguere le azioni principali da quelle secondarie. In breve avendo due liste quale azione delle due deve essere fatta prima, lavo la macchina (LISTA MACCHINA) o metto a posto il mio Mac (LISTA COMPUTER)?

L’altro punto focale, è la revisione perio

dica del proprio lavoro prevista dal GTD… semplice quando le liste sono brevi ma sempre più complicata quando le liste si allungano.

Ma quali sono le carenze effettive del metodo di Allen e da cosa scaturisce la praticità del metodo di Leo?

  • Il GTD pretende di modificare le abitudini delle persone in una sola volta, lo ZTD incoraggia con la sua struttura Il cambiamento metodico poco per volta;
  • Il GTD si concentra sugli strumenti a disposizione dei suoi fruitori, lo ZTD si concentra sui compiti;
  • Il GTD è molto strutturato a differenza del ZTD che implica strutture solo se si desidera attuarle;
  • Il GTD affronta tutto in una sola volta il ZTD semplifica le vostre liste e cerca di farvi concentrare su quello che davvero è importante;
  • Il GTD è un sistema che non offre la possibilità di concentrarsi sufficientemente sull’obbiettivo essendo rivolta l’attenzione all’azione successiva da compiere. Ciò implica l’impossibilità di comprendere immediatamente se si sta percorrendo la giusta direzione. Il ZTD vi chiede di identificare il vostro obbiettivo e muovervi verso esso.

Il metodo ZTD è stato suddiviso in 10 Habits… 10 abitudini progressive da conquistare nel tempo per essere più efficienti nella gestione della nostra giornata.

Lo stesso Babauta ci indica il tempo utile per far propria un’abitudine: 30 giorni per ogn una di esse; quando viene appresa una si possono aggiungere le altre nella seguente progresssione:

  • Habit 1: Raccogliere
  • Habit 2: Processo
  • Habit 3: Piano
  • Habit 4: Azione
  • Habit 5: semplificare, affidabile sistema
  • Habit 6: Organizzare
  • Habit 7: Recensione
  • Habit 8: Semplificare
  • Habit 9: Routine
  • Habit 10: Trovare la tua passione

…. Primo mese habit 1, secondo mese habit 1 + habit 2, terzo mese habit 1 + habit 2 + habit 3 ecc..
Ma cosa rappresentano? Cosa indicano? Quali azioni si dovranno compiere per rendere ogni abitudine efficace? Sei pronto ad esaminarle una per volta con noi? Continua a seguirci….

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